CIRCOLO E COMITATO FESTEGGIAMENTI SANTA AGRIPPINA SANTA AGRIPPINA CENNI AGIOGRAFICI E STORICI Nella biografia della vita della vergine e martire Agrippina, si mescolano aspetti agiografici, considerati con perplessità dagli esperti, ed il culto ad Agrippina che è possibile attestarlo a breve distanza di tempo dal martirio. Qui presentiamo quello che la tradizione “storica” e la pietà popolare ci hanno tramandato. Agrippina subì il martirio il 23 giugno del 258 sotto l’imperatore Valeriano, il quale si rivelò il primo imperatore a essere seriamente preoccupato dell'avanzare del potere dei cristiani; pertanto emanò due editti, nel 257 e, successivamente, nel 258, che prevedevano la confisca dei territori religiosi e la condanna dei seguaci del Cristianesimo. Fu questa una mossa politica, per evitare che i cristiani occupassero i posti chiave nell’Impero. Nasce nel 243 da una nobile famiglia cristiana, e forse imparentata con la famosa famiglia romana dei Colonna, come dice la tradizione. Riceve una forte e sana formazione umana ed evangelica che ne forgia il carattere e sviluppa in lei l’amore appassionato a Cristo Gesù, fino al dono della sua verginità. Durante la persecuzione di Valeriano non si lascia soggiogare dalle lusinghe del lusso, della vana bellezza, della concupiscenza delle passioni, del prestigio e del potere, e attesta pubblicamente, con impavida sicurezza, il suo essere cristiana. Con la forza che viene da chi possiede lo Spirito Santo, proclama la sua appartenenza a Cristo ed affronta la prigionia e i vari supplizi che la legge romana infliggeva per far abiurare i fedeli. Viene torturata in varie maniere: percorsa con nodosi bastoni, flagellata, quasi soffocata sotto un grosso masso e messa sull’eculeo. Affronta la decapitazione con indomita fermezza come tutti i martiri della Chiesa e verosimilmente come Santa Agnese avrà proclamato “O Signore onnipotente, ti ringrazio che quello che ho creduto ormai lo vedo, quello che ho sperato lo possiedo, quello che ho tanto bramato finalmente l’abbraccio”. LA TRASLAZIONE Il suo corpo, prima sepolto nel cimitero di S. Paolo fuori le mura di Roma, è trasportato in Sicilia da tre ragazze, Bassa, sorella di S. Agrippina, Paola ed Agatonica, e per volontà del Signore, dopo essere passato per Agrigento, è giunto a Mineo e precisamente in Contrada Lamia, da dove scaccia i demoni che infestavano tutto il luogo. Da qui viene portato in paese ed affidato alla matrona romana Eupresia, il 17 maggio del 263, un mercoledì, giorno che è dedicato da sempre alla Santa. Un primo straordinario fenomeno si verifica nella casa di Eupresia, la figlia, Teogonia, paralitica da cinque anni, prodigiosamente viene guarita. Le spoglie di S. Agrippina, vengono occultate in un avello segreto nell’ambito della primitiva chiesa, per non essere in balia dei pagani persecutori, delle orde barbariche e poi dei musulmani; ma è fuori dubbio che il suo corpo si trova sepolto sotto la chiesa a lei dedicata. La cripta, comunemente definita “cava” dai meneni, è un luogo carico di mistero il quale riporta alle origini del culto di Agrippina in Mineo. Lì Sant’Eupresia donò sepoltura al corpo della Vergine e Martire erigendo la chiesa primitiva. Chi la visita può trovare diversi interventi postumi, medievali e bizantini, tra i quali un affresco ormai molto deteriorato rappresentante la Vergine Maria attorniata dagli Evangelisti. Nella vano sinistro si trovano i “colatoi” in gesso e pietra, dove venivano adagiati i defunti in attesa della tumulazione nella fossa comune. Ricordiamo che le estremità delle chiese primitive – fino all’editto di Saint Claud del 1804, promulgato da Napoleone Bonaparte – erano dei cimiteri. Tutta la chiesta superiore, da indagini svolte nel secolo scorso, ha dei vani accessibili adibiti ad ossari. LA STATUA La statua è opera cinquecentesca di meravigliosa fattura e bellezza. È attribuita a Vincenzo Archifel, scultore e argentiere vissuto nel 1500 a Catania, essa raffigura una giovane fanciulla, il cui volto è incorniciato da una capigliatura bionda, con le spalle ricoperte da un manto che arriva fino ai piedi, questi si posano, quasi a volerla dominare, su una testa barbuta di colore scuro, è quella del tiranno Valeriano, che la fece martirizzare. S. Agrippina ha nella mano destra la croce e nella sinistra il Vangelo sormontato dal castello. Il bellissimo fercolo che la ricopre è in argento, pregevole per la ricchezza del lavoro a sbalzo e la snellezza delle linee architettoniche.
CHI SIAMO Il Circolo Santa Agrippina è un'organizzazione che si occupa di curare i festeggiamenti esterni in onore di S. Agrippina patrona della città di Mineo (CT)
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